GIOVANNI TERMINI

La forma del non detto

Giovanni Termini, Grata, 2026, ferro zincato e cavalletto in legno, ©Fondazione Ettore e Ines Fico, Torino 2026, Foto: Michele Alberto Sereni
Mostra

Quando

10/10/2026

15:00 - 19:00

Dove

Via Pessinetto, 10149 Torino (Torino)

Ingresso

ingresso libero senza prenotazione
Website

Giovanni Termini, Assoro (Enna) 1972, vive e lavora a Pesaro.
La sua ricerca si concentra su una ridefinizione della scultura, intesa non
come organizzazione di volumi statici, ma come combinazione di forme in
espansione.
I media da lui utilizzati, consistono in oggetti quotidiani provenienti dai
contesti più diversi e realizzati con materiali differenti: legno, acciaio,
vetro, tubi da ponteggio che dialogano fra loro per affermare il primato
della materia e della forma. Gli oggetti, accostati in modo contrastante,
coinvolgono lo spettatore sia fisicamente sia mentalmente e le installazioni
che realizza trasmettono uno spaesamento ironico o paradossale invitando
il pubblico a fermarsi e a riflettere, mettendo in relazione la solidità delle
strutture con l’insicurezza dell’esistenza. Il paradosso tra stabilità-forza e
squilibrio-precarietà riflette la condizione umana, collegandosi alle tensioni
interne delle strutture. Termini realizza preferibilmente opere site-specific,
con l’intento di inventare un nuovo alfabeto dello spazio, dando vita e voce a
prospettive inusuali e a grandi luoghi non convenzionali.
Egli indaga precedentemente lo spazio in cui le sue opere verranno create,
lo assorbe e lo vive prima di attuare l’installazione. Il processo concettuale e
riflessivo è vitale come la fase dell’assorbimento concettuale, quando l’idea
si trasforma in forma.
La sua idea di spazio – lo spazio in cui l’artista lavora e in cui l’opera nasce
e vive – non coincide con una dimensione astratta e predefinita, il suo non
è uno spazio cartesiano, bensì uno spazio valutato dalla prospettiva stessa
dell’artista come grado zero.
Lo spazio diventa infatti un “cantiere” – parola chiave nella pratica di
Termini, sinonimo di un ambiente in continuo progresso, avanzamento e
trasformazione – che nasce come strumento di introspezione e diventa
infine la forma espressiva distintiva dell’artista.
Il cantiere non è soltanto il luogo in cui si lavora e la materia si trasforma, è
anche il luogo in cui dominano ordine, rigore, logica del movimento e in cui
tutto può accadere, come nella vita.

Ente

Fondazione Ettore e Ines Fico

Via Pessinetto
10149 Torino (Torino)
Piemonte
Italia

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