In occasione del centenario della nascita di Muky, nome d’arte di Vanda Berasi (1926-2022) viene allestita dal 10 ottobre una mostra personale nella Project Room del MIC Faenza che espone una selezione di opere significative della sua carriera artistica dagli anni Cinquanta ai primi anni Duemila.
Muky, artista e poetessa, ha dedicato la sua vita all’arte e alla promozione delle arti, sviluppando una ricerca artistica profondamente legata alla ceramica, materia che ha accompagnato l’intero arco della sua attività creativa. Si forma tra Roma dove è in contatto con gli artisti che ruotano intorno a Villa Massimo, in particolare con Leoncillo e Massimo Mazzacurati.
La sua produzione degli anni Cinquanta si caratterizza per un linguaggio prevalentemente informale e gestuale, attento alle qualità plastiche della materia. Realizza grandi vasi-scultura modellati a lucignolo, altorilievi e forme ceramiche nelle quali l’acromatismo e le tonalità metalliche sottolineano la forza espressiva della superficie.
Negli anni Sessanta la ricerca evolve verso forme più rigorose, essenziali e controllate, in sintonia con le tendenze minimaliste. La pratica gestuale lascia progressivamente spazio alla forma pura e alla ricerca sulla superficie, spesso attraverso l’uso del bianco e di raffinate variazioni tonali. A questa fase appartengono, tra gli altri, piatti di diverse fogge e contenitori ovoidali in bianco zinco satinato, oggi conservati nelle collezioni del MIC di Faenza.
Nel corso dei decenni successivi Muky amplia progressivamente la propria tavolozza cromatica: dall’iniziale predilezione per l’acromatismo e le tonalità metalliche passa a colori più intensi e vivaci, ai quali attribuisce spesso una precisa funzione simbolica. La ceramica diviene così uno spazio di continua sperimentazione tra forma, materia, colore e significato.
Parallelamente alla produzione scultorea, Muky sviluppa una ricerca pittorica e una particolare forma di poesia visiva, nella quale parola e materia si incontrano. Incide testi, versi, aforismi e dediche direttamente sullo smalto bianco crudo, trasformando la superficie ceramica in uno spazio di scrittura e dando vita a opere in cui espressione poetica e ricerca plastica si fondono.
A partire dagli anni ’80 e ’90 la sua ricerca assume una dimensione sempre più simbolica e concettuale. Significativa è la serie dei Presepi contro, realizzata tra il 1989 e il 2004: assemblaggi polimaterici nei quali elementi modellati in argilla dialogano con oggetti della realtà e con brevi testi poetici. Le opere affrontano temi universali quali la violenza, la guerra, il consumismo, la condizione umana e il desiderio di pace.
Anche negli anni 2000 Muky continua a utilizzare la ceramica attraverso una logica di assemblaggio e sintesi, nella quale forme, materiali e colori assumono valori simbolici e concettuali, verso una dimensione etica e spirituale.