Posizionarsi nel presente è un’aspirazione che implica la sperimentazione di una tensione formale e morale, che attraversa la ricerca artistica contemporanea con esiti molto distanti.
Seguendo una rotta divergente, densa, cruda e priva di filtri commerciali, Sottogiudecca si posiziona espressamente come presidio del contemporaneo che accoglie sguardi stanziali e in movimento.
‘Geografie dei Margini: Radici in Transito’ è una “mappatura volutamente anarchica e anacronistica” di artisti contemporanei – non meglio posizionati come emergenti, established o outsider – che in questi anni sono entrati nella sua rotta di collisione e vi hanno lasciato una traccia.
Il percorso espositivo offre un panorama frammentato ed eterogeneo che restituisce traiettorie umane e professionali differenti, scandite da partenze, restanze, esili, fughe, abbandoni e ritorni, nell’eterno conflitto tra la saturazione visiva delle grandi città e il filtro opalescente della provincia.
Il baricentro concettuale di questa mappatura è il focus dedicato all’esperienza della Nuova Scuola di Scilla come dispositivo critico attuale: il margine non è solo un limite ma una postazione d’osservazione radicale.