Come siamo

di Omar Rodríguez-Graham, a cura di Efisio Carbone

courtesy l'artista e Galleria Macca
Evento Digitale

Quando

10/10/2026

Dove

Online

Ingresso

Galleria Macca è lieta di presentare “Come siamo”, terza mostra personale di Omar Rodríguez-Graham, a cura di Efisio Carbone. La mostra sarà visibile esclusivamente online (sul nostro sito web, e sui nostri social) fino al 26 novembre 2026. In occasione della 22a Giornata del Contemporaneo, e durante il corso della mostra, verranno pubblicati brevi reels nei quali l’artista e il curatore presenteranno il suo lavoro e il catalogo monografico pubblicato dalla Fondazione MACC nel 2025.

Il pittore della Luce
Catturare la luce: sembra essere questa la tensione originaria da cui prende forma la pittura di Omar Rodríguez-Graham. Non limitarsi a rappresentarla, né usarla come semplice espediente per modellare lo spazio, ma inseguirla nel momento esatto in cui incontra la materia e la trasforma. È un’ambizione antica, quasi impossibile. La luce non si lascia afferrare, muta mentre la si osserva.
Nelle opere dell’artista il chiarore non arriva dall’esterno, già ordinato e prevedibile. Sembra piuttosto nascere nel corpo stesso del dipinto, insinuandosi tra velature, sovrapposizioni e addensamenti cromatici. A tratti emerge con decisione; altrove rimane sepolto sotto la superficie, come una brace che respira ancora. Il colore perde così ogni funzione decorativa e diventa sostanza viva: si dilata, arretra, urta ciò che gli sta accanto.
In questa ricerca risuona, pur nella distanza dei secoli, la lezione di Piero della Francesca, per il quale la luce era misura silenziosa, architettura capace di rendere il mondo stabile e quasi eterno. Rodríguez-Graham ne rovescia però la calma. Dove Piero componeva uno spazio limpido e mentale, lui lascia che il chiarore attraversi un territorio instabile, fatto di frammenti, tensioni e improvvise aperture. La luce conserva una forza costruttiva, ma non promette più ordine: mette alla prova la forma.
[…] La sua pittura incontra anche l’energia dei futuristi, soprattutto là dove la luce smette di essere atmosfera e diventa movimento. In Umberto Boccioni la materia sembra torcersi sotto la pressione dello spazio; in Giacomo Balla i raggi luminosi si spezzano, si moltiplicano, acquistano ritmo. Rodríguez-Graham raccoglie quella medesima intuizione dinamica, senza adottarne la retorica della velocità. Il suo è un movimento più interno, quasi tellurico: l’immagine pulsa, vibra, cerca faticosamente di venire alla luce.
[…] È una luce fisica e impaziente. Scava nella materia, apre fenditure, fa emergere immagini che sembrano già sul punto di svanire. Non offre risposte e non pacifica lo sguardo. Ci conduce, piuttosto, su quel confine fragile dove la pittura nasce: tra ciò che riusciamo finalmente a vedere e ciò che, nello stesso istante, torna a nascondersi.
(Efisio Carbone, ISRE Sardegna)

Ente

Galleria Macca

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