Il nome dell’artista è anagrafico, scelto dal padre come un omaggio a La poetica della rêverie di Gaston Bachelard. La sua pratica, che attraversa performance, scultura, scrittura e moving image, esplora la salute mentale, il desiderio, la solitudine e le forme contemporanee dell’intimità attraverso il suo personale vissuto esorcizza le vite di tutti noi oggi. Dal 2023 sta portando avanti il tema del rito collettivo che presenterà anche in questa mostra attraverso tre temi centrali: la fame, l’amore e la morte. Amare non mi sazia riunisce scultura, poesia, suono, moving image e performance, trasformando esperienze di dipendenza, isolamento e desiderio in un linguaggio materico e viscerale. Materia animale, frammenti corporei, oggetti domestici e tecnologie contemporanee dell’intimità diventano parti di un’anatomia frammentata, nella quale vulnerabilità, appetito, controllo e desiderio entrano continuamente in collisione. La mostra è accompagnata da un saggio critico di Milovan Farronato, scritto in prima persona e abitato dalla voce dell’artista. “Confesso di avere desiderato l’amore come si desidera una dipendenza, una ricaduta, un corpo da consumare o da cui essere consumati. Confesso di avere trasformato il dolore in linguaggio, il linguaggio in immagine, l’immagine in reliquia.” Il testo sfuma deliberatamente i confini tra autobiografia, finzione e interpretazione critica, trasformando la confessione in uno spazio di ambiguità e performance. Tra le opere presentate, una lingua bovina attraversata da spine d’acacia fuse in bronzo verde; ragni in ceramica che recano l’impronta dello stomaco bovino; bozzoli di falena infilzati su sedili di utilitaria; un busto in bronzo stretto da un collare metallico; e un cranio di puledra modificato attraverso un morso e tenuto aperto da una ketlebell da 12 kg. In Luna, un lampione degli anni Settanta modificato dall’artista custodisce sei ore di messaggi vocali inviati nel corso di diversi mesi a uomini incontrati attraverso dating app. Nel video senza sonoro Educazione sentimentale, Reverie e una sex worker transgender si incontrano all’interno di un hotel a ore, mentre la loro conversazione si sviluppa interamente attraverso i gesti, dopo che il suono è stato rimosso. Amare non mi sazia presenta un corpo eccessivo, vulnerabile, ironico e perennemente affamato. Come il corpo di tutti, nessuno escluso.
Amare non mi sazia
Mostra personale di Reverie che riunisce scultura, poesia, suono, moving image e performance
Visita guidata
Quando
10/10/2026
10:00 - 13:00 / 14:00 - 17:00
Dove
Foro Buonaparte 48, 20121 Milano (Milano)
Ingresso
RSVP info@canepaneri.com
Website
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