Sincresis presenta Geografie dell’invisibile, personale di Cecilia Chiavistelli, una mostra che nasce da una ricerca pittorica incentrata sul rapporto tra segno, materia, paesaggio, memoria ed esperienza individuale. Il progetto si sviluppa intorno all’idea che ogni luogo possieda una dimensione nascosta, che non può essere ricondotta alle coordinate di una geografia convenzionale, ma che emerge attraverso la percezione, la memoria e il gesto pittorico.
Nella ricerca dell’artista il segno costruisce territori che sfuggono a una definizione univoca. Intrichi, sovrapposizioni, addensamenti e gorghi di materia generano superfici che evocano mappe, trame organiche, percorsi e stratificazioni. La pittura procede per accumulo e sedimentazione, come se ogni gesto conservasse la memoria di quelli precedenti. Il territorio viene così ricostruito attraverso una materia cromatica capace di restituirne non tanto l’aspetto visibile, quanto la complessità e la profondità invisibile.
Le opere suggeriscono che ogni luogo sia attraversato da tracce, presenze e memorie che non possono essere fissate attraverso coordinate geografiche. La pittura diventa allora uno strumento per riportare alla superficie ciò che appartiene a una dimensione più profonda dell’esperienza: la memoria di un luogo, la percezione del tempo, le sensazioni legate al suo attraversamento e le trasformazioni che esso produce in chi lo vive.
Il titolo Geografie dell’invisibile nasce proprio da questa tensione. Se la geografia tradizionale individua, misura e delimita, quella evocata dalla pittura di Chiavistelli procede attraverso ciò che non può essere misurato. La superficie diventa una mappa senza legenda, nella quale lo sguardo è chiamato a inoltrarsi seguendo percorsi imprevedibili, costruiti dal segno, dal colore e dalla materia.
La dimensione geografica è inoltre legata alla biografia dell’artista e al suo rapporto con il viaggio e con l’attraversamento di luoghi diversi. Nata a Poggibonsi, Chiavistelli ha sviluppato nel corso degli anni una pratica artistica alimentata dal movimento tra territori, incontri ed esperienze, trasformando la distanza e lo spostamento in occasioni di conoscenza. I luoghi attraversati non rimangono semplici coordinate, ma diventano parte di una geografia personale, fatta di sedimentazioni, ricordi e nuove percezioni.
In questo processo la pittura non rappresenta un paesaggio, ma ne ricerca la dimensione più profonda e sfuggente. Il gesto diventa memoria, la materia diventa esperienza, la superficie diventa uno spazio nel quale visibile e invisibile possono coesistere. Le opere di Chiavistelli invitano così a considerare il territorio non come qualcosa di stabile e definito, ma come una realtà in continuo divenire, modificata dallo sguardo e dall’esperienza di chi la attraversa.
La mostra propone quindi una riflessione sulla possibilità di abitare i luoghi anche attraverso ciò che non è immediatamente percepibile ma esprimibile tramite la pittura.
Geografie dell’invisibile
Personale di Cecilia Chiavistelli
Mostra
Quando
10/10/2026
12:00 - 13:30 / 17:30 - 20:00
Dove
via della Repubblica 52/54, 50053 Empoli (Firenze) (FI)
Ingresso
Ente
D’A Spazio d’arte
via della Repubblica 52/54
50053
Empoli (Firenze)
(FI)
Toscana
Italia
Telefono:
3381880149
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