La collezione Ghigi-Pagnani si formò, a Ravenna, grazie alla passione e sensibilità artistica di Raffaella Ghigi (18 febbraio 1920, Cividate al Piano BG / 10 maggio 1065, Santarcangelo di Romagna) e del marito Roberto Pagnani (29 dicembre 1914, Ravenna / 8 maggio 1965, Santarcangelo di Romagna) e rappresenta un interessante esempio di raccolta d’arte privata che si sviluppa dal 1955 al 1965 attraverso l’analisi diretta dei vari linguaggi che le Avanguardie Pittoriche dal dopoguerra diffusero in Europa e nel mondo, soprattutto “l’informale” francese ed italiano e “l’action painting” americana.
Agli inizi degli anni cinquanta Roberto Pagnani strinse una solida amicizia con il critico e storico dell’arte Alberto Martini (allievo di Roberto Longhi) che lo introdusse ai più interessanti artisti del momento e gli fece conoscere il critico bolognese Francesco Arcangeli col quale si legò da profonda amicizia e stima reciproca.
Nel 1955 R. Pagnani e R. Ghigi fecero costruire, dall’architetto Luciano Galassi, una villa adatta a ospitare importanti opere d’arte.
L’architetto ideò una rientranza tra la parete ed il soffitto delle stanze dove inserire piccoli ganci da cui far partire le catenelle per i quadri (come era allora in uso nelle gallerie) così da eliminare la funzione dei chiodi i quali, nella casa di un collezionista che cambiava spesso la disposizione delle varie opere, risultavano antiestetici, dannosi e poco pratici.
La sala più grande, di notevoli dimensioni, è stata realizzata senza pilastri o colonne al centro per non disturbare la visuale dei dipinti.
La villa è in stile americano e mediterraneo con il tetto di tegole e coppi rossi che rimandano all’architettura classica romana.
La collezione nasce e prende spunto dalla ricerca sull’Informale e dall’Espressionismo-Astratto dai colori e gesti decisi (Appel, Mathieu, Moreni, Vedova ecc.), finendo in un dialogo “aniconico-iconico” con l’Esistenzialismo Lombardo (Banchieri, Cazzaniga, Vaglieri ecc.) dove dominano situazioni e colori più scuri e introspettivi. Si conclude, in un terzo momento, nell’“Antiprocess” (Crippa, Ferrò, Harloff, Lebel, Quentin ecc.), movimento critico verso l’ascetismo astratto e il terminante surrealismo.
La collezione è inoltre arricchita e completata da tante altre testimonianze come gli Spazialisti o i Nuclearisti ecc.
Nel decennio 1955-65 la casa fu sede e ritrovo di importanti cenacoli culturali dotandosi, tra l’altro, di un archivio epistolare e fotografico di grande qualità ed interesse riguardante gli artisti ed intellettuali che la frequentarono come, ad esempio, oltre a quelli già citati, il pittore Ben Shahn, il poeta Raffaele Carrieri, la scrittrice Elisabeth Mann Borgese e tanti altri ancora.
Attualmente la collezione Ghigi-Pagnani è curata dal figlio Giorgio e dal nipote Roberto (pittore) che l’hanno arricchita con pregevoli opere di artisti contemporanei.
Visita guidata all’ Archivio Collezione GHIGI-PAGNANI
Una raccolta d’arte privata che si sviluppa dal 1955 al 1965
Visita guidata
Quando
10/10/2026
10:30 - 11:30 / 14:30 - 15:30
Dove
Via Domenico Zotti, 11
Ravenna
(RA)
Ingresso
Trattandosi di casa-galleria, i posti sono limitati e la conferma della prenotazione è obbligatoria all'indirizzo mail carpaps.ravenna@gmail.com specificando l'orario preferito.
Website
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