Vent’anni fa la Fondazione Garuzzo ha iniziato un viaggio con un’idea tanto semplice quanto ambiziosa: portare l’arte contemporanea italiana oltre i confini nazionali e farla dialogare con il mondo. Da allora quell’idea è cresciuta grazie a mostre, residenze, workshop e pubblicazioni, in collaborazione con istituzioni pubbliche e private di molti Paesi. Ha costruito ponti con culture spesso lontane, dalla Cina all’Iran, dall’America Latina all’Africa. Il traguardo dei vent’anni non è un punto d’arrivo. È una tappa da cui guardare indietro con gratitudine verso gli artisti, le istituzioni, i partner e il pubblico che hanno reso possibile questo cammino, e avanti con la stessa curiosità degli inizi.
Di questo viaggio la Castiglia di Saluzzo è da anni la casa. Qui l’Esposizione e Collezione Permanente della Fondazione si rinnova più volte l’anno: le opere entrano ed escono, si spostano, cambiano interlocutori e significati. Ad essere stabile è il luogo, non la forma. Per questo amiamo pensarla come una collezione impermanente, ferma nelle sue stanze e mai ferma nel suo sguardo, proprio come la Fondazione, che in vent’anni non ha mai smesso di trasformarsi restando fedele a sé stessa.
A cambiare sono gli artisti, i temi, le relazioni tra i lavori. Resta costante una scelta di fondo. Raccontare l’arte contemporanea e dare spazio ai giovani artisti, mettendoli accanto ai grandi maestri senza gerarchie. Non si tratta di contrapporre generazioni ma di farle parlare tra loro: le ricerche più recenti rileggono quelle già affermate, e queste ultime offrono profondità e radici alle prime. Ne nasce un discorso aperto, in cui ogni opera porta con sé molte letture possibili, che emergono solo cambiando contesto, prospettiva e vicinanze.
Il nuovo allestimento dà un ruolo centrale all’installazione, la forma che più di ogni altra chiede al visitatore di entrare nell’opera, di attraversarla, di misurarsi fisicamente con essa. Lo spazio smette di essere un semplice contenitore e diventa parte del lavoro. Accanto all’installazione, il percorso segue la ricerca di nuovi materiali: superfici, tecniche e sostanze inconsuete, talvolta prese in prestito dalla tecnologia, dall’industria o dal quotidiano, che allargano i confini di ciò che può diventare linguaggio artistico.
Il percorso attraversa molte questioni del presente. C’è l’ecologia, il nostro rapporto fragile con l’ambiente. Compaiono le problematiche legate alle nuove tecnologie, con le loro inquietudini e i loro linguaggi, e una connessione costante che avvicina e insieme isola. Ci sono le periferie urbane, margini che si rivelano centri di vita e di invenzione. E infine l’ironia, sospesa tra il serio e il faceto, capace di raccontare il disagio con leggerezza.
Come sempre, non esiste un percorso obbligato. L’allestimento offre alcuni strumenti e alcune suggestioni, poi lascia al visitatore la libertà di tessere le proprie trame, di scoprire somiglianze e contraddizioni, di costruire la propria storia.
Una Collezione Impermanente.
Vent’anni di ricerca ed esplorazione
Visita guidata
Quando
10/10/2026
16:30 - 18:00
Dove
piazza Castello
Saluzzo
(Cuneo)
Ingresso
Ente
Fondazione Garuzzo
Via Lessolo, 3
10153
Torino
(Torino)
Piemonte
Italia
Telefono:
01119719600
Sito Web
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Quando: 10/10/2026
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/
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Dove:
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Quando: 10/10/2026
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Quando: 10/10/2026
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