La mostra è una sorta di macchina temporale. Un dispositivo di montaggio. Un ambiente di percezione che organizza il tempo attraverso lo spazio e lo spazio attraverso il movimento del corpo. Ogni sala agisce come una sequenza dove le opere entrano in relazione come le immagini nel montaggio cinematografico: si rincorrono, si illuminano reciprocamente e il visitatore/spettatore non occupa mai una posizione stabile, ma è costretto a negoziare continuamente distanza e prossimità, immersione e distacco, contemplazione e attraversamento. Il percorso non è mai cronologico ma emotivo, discontinuo, stratificato.
Oltre 170 opere della Collezione costruiscono il set, lo spazio scenico del film, in cui si innestano i lavori di sei artisti contemporanei: Emanuele Becheri, Chiara Bettazzi, Giusy Calia, Daniela De Lorenzo, Silvia Giambrone, Davide Rivalta.