Questo mio nome non mi è nuovo la personale di Giancarlo Galeotti proposta pochi mesi fa al Palazzo del Debbio, a Massa Marittima, approda a Terni in una versione riveduta a misura dello scenario offerto dalla Sala Apollo e Dafne di Palazzo Carrara affrescata a metà del ‘600 da Girolamo Troppa.
Per il progetto CAU di Tempus Vitae affidare ai soli artisti scultori il dialogo con il ciclo pittorico che riveste la sala di Palazzo Carrara è una scelta che passa per il rispetto che ognuno, l’artista e lo spazio, deve avere per l’altro. Da sempre affidiamo quella che diventa una sfida a scultori che vivono e fanno vivere quello spazio in modi e pensieri assolutamente diversi: non c’è mai una formula buona per tutti e ogni volta il confronto riparte da zero. È un dialogo tra epoche, tempi, stili, pensieri, materiali, anime, che ogni volta dà nuova e diversa luce e vita a Palazzo Carrara. Ed è sempre un confronto che si gioca con le opere allestite a terra lasciando diretto, ben visibile e senza ostacoli il collegamento diretto tra le forme e il movimento delle opere e il vortice del ciclo pittorico.
Galeotti abita lo spazio con opere – di materia ceramica nuda, contorta, sofferta, piena eppur esile e slanciata – ben diverse da quelle degli artisti che lo hanno preceduto.
Certamente in modi opposti, da quelli vissuti dalla stessa sala con i precedenti interventi CAU. A febbraio 2025 Akelo con i suoi moduli in acciaio lavorato e aperto da migliaia di tagli laser; a settembre con l’invasione delle ceramiche frustate, prese a pugni poi smaltate a lustro con tutti i colori possibili da Giacinto Cerone.; poi in questo 2026 con
il lavoro sulla memoria e sugli antichi mestieri di Adriano Candelori. Matematico e quantistico il certosino lavoro di Akelo; fisico, aggressivo, violento in un duro rapporto corpo a corpo per Giacinto che sembra voler strappare l’anima alla materia; pieno di umanità e rispetto per le figure che la società non ritiene più utili per Candelori; ancora teso, ma gentile e poetico, di una profondità che va oltre il rapporto fisico, per l’esile Giancarlo che invece finisce per con-cedere all’argilla i brandelli della sua anima.
“Giancarlo Galeotti è un architetto, scultore e incisore di Massa Marittima.
Definirlo artista contemporaneo è complicato in tempi in cui la principale attività di chi produce (o crede di produrre) una qualsiasi forma d’arte è quella di programmare il suo lavoro a misura delle modalità che regolano il rapporto con il mercato.
Lui è altro e vive di altro. Una volta incontrato, non hai scampo, devi resettare e rivedere i tuoi modi, il tuo metro di misura, la tua sensibilità, la tua anima e riadattare il tutto ai suoi.
Questo mio nome non mi è nuovo
Giancarlo Galeotti
Mostra
Quando
10/10/2026
17:00 - 19:30
Dove
Via Armellini 10, 05100 Terni (Terni)
Ingresso
Ente
Associazione Tempus Vitae
Via Armellini 10
05100
Terni
(Terni)
Umbria
Italia
Telefono:
+393405663725
Sito Web
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