Anche ciò che appare scarto o residuo ormai inutilizzabile può essere sottratto alla propria funzione originaria e costruire nuove forme di esperienza sensoriale in relazione con lo spazio. Attraverso il gesto, il movimento del corpo e l’interazione diretta con la materia, elementi apparentemente inerti possono infatti riattivarsi, generando configurazioni inattese in cui percezione, suono e presenza si ridefiniscono continuamente.
Questa installazione a pavimento è composta da oltre duecento pelli di batteria usate che, reagendo ai passi del pubblico, producono fruscii e crepitii differenti a seconda dei movimenti del corpo. Camminare nello spazio espositivo diventa così un’esperienza percettiva che trasforma i visitatori in parte integrante di una vera e propria coreografia sonora. Due diffusori a tromba riproducono intanto registrazioni ottenute dalla manipolazione acustica delle stesse pelli, creando un continuo effetto di smarrimento e ricomposizione dell’ascolto. Attraverso il recupero di materiali normalmente destinati allo scarto, l’opera intende proporre una riflessione sulle pratiche di accumulo, riciclo e riattivazione di ciò che viene comunemente percepito come privo di valore perché ormai esaurito.