Con “AIM Inundated, Imagining Life After Land”, la Repubblica di Nauru – la più piccola nazione insulare al mondo – partecipa per la prima volta alla 61ª Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia, presentando la precarietà ecologica non come un orizzonte lontano, bensì come una condizione in atto. Il Padiglione riconosce Nauru, microstato dell’Oceano Pacifico meridionale, come un luogo in cui le conseguenze a lungo termine delle decisioni economiche e politiche globali sono state vissute concretamente e dove alcune soglie critiche sono già state superate; in tal modo, il Padiglione trasforma la percezione di Nauru da territorio remoto o marginale a monito universale e guida fondamentale per un futuro condiviso.
Situata al punto di convergenza tra innalzamento del livello del mare, esaurimento ambientale ed eredità persistenti dell’estrattivismo coloniale, Nauru rappresenta uno dei luoghi più colpiti. La situazione attuale di Nauru è inseparabile dalla sua storia estrattiva. Decenni di estrazione intensiva di fosfati hanno trasformato il paesaggio e l’economia dell’isola, lasciando un territorio segnato da depauperamento ecologico, erosione, sovranità compromessa ed emarginazione geopolitica. Un secolo di attività estrattiva a Nauru dimostra come la domanda di risorse possa disgregare i sistemi ecologici e socioculturali, generando instabilità a lungo termine, e come la perdita ambientale sia prodotta sistematicamente attraverso meccanismi globali di estrazione, governance e disparità di responsabilità.
Il Padiglione presenta Nauru sia come territorio specifico sia come luogo emblematico della trasformazione planetaria. Si tratta di un’indagine concettuale sulla scomparsa che rifiuta la spettacolarizzazione e l’estetica della catastrofe, interpretando tale fenomeno non solo in termini di perdita fisica del territorio, ma anche come erosione della continuità culturale, dei saperi ecologici, dei sistemi di significato e della capacità di agire politico. In quest’ottica, l’inondazione diventa una chiave di lettura per esaminare come il cambiamento ambientale riconfiguri identità, memoria, nazione e sovranità, rimodellando al contempo i parametri attraverso cui si immagina il futuro.
Strutturato secondo una logica di pensiero “arcipelagico”, il Padiglione riunisce una costellazione di visioni. I dieci artisti invitati appartengono ad altrettante nazioni e a generazioni diverse; le loro opere spaziano tra installazione, video, pittura, fotografia, arte sonora, testo, documentario, ricerca e utilizzo dell’intelligenza artificiale. Ente promotore: Ministero del Patrimonio Nazionale, della Cultura e del Turismo, Repubblica di Nauru
Curatore capo: Khaled Ramadan | Curatori associati: Camilla Boemio, Stefano Cagol
Artisti:
Kauw Tsitsi, CPS (Khaled Ramadan, Alfredo Cramerotti), Patricia Jacomella Bonola, Tedo Rekhviashvili, Sylvia Grace Borda, Ron Laboray, Dorian Batycka, Khaled Hafez, Iv Toshain, Stefano Cagol
Padiglione Nazionale di Nauru
AIM INUNDATED. Imagining Life After Land
Mostra
Quando
10/10/2026
10:00 - 18:00
Dove
Calle Bosello 3683, 30122 Venezia (VE)
Ingresso
senza prenotazione
Website
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