Ombre di foglie sul selciato, e dentro le ombre una fontana. Parte da qui la mostra “La lunga estate del ’26”, al Cavò di Trieste fino al 24 ottobre: dai tondi di Barbara Stefani, che da anni lavora su materiali documentari – fotografie d’archivio, mappe, immagini della memoria collettiva – e che per questo ciclo ha scelto di lasciare emergere le figure dalle ombre delle foglie proiettate sulla pavimentazione. Il risultato sono tondi in bicromia verde e lilla, dove l’immagine si forma e si disfa come sotto una chioma mossa dal vento.
I soggetti sono alcuni dettagli delle fontane di Trieste: particolari di bocche e bordi, cioè ciò che ricorda dove l’acqua dovrebbe stare. Quest’anno non c’era. L’acqua è mancata a tutti, uomini, piante e animali, e le fontane sono rimaste a raccontare un’assenza. Stefani non le illustra: le consegna all’ombra, che è l’unica cosa fresca rimasta in piazza durante la controra, la pausa forzata del primo pomeriggio quando il caldo svuota le strade.
Attorno ai tondi la mostra costruisce il suo contesto. La Controra: percezioni climatiche dello spazio urbano, progetto a cura di Cizerouno finanziato nell’ambito di Interreg VI-A Italia-Slovenia, ha raccolto nell’estate 2026 oltre 240 segnalazioni di cittadini sui luoghi evitati per il caldo e su quelli dove si cerca riparo. Quella cartografia diventa al Cavò una grande mappa partecipativa, su cui i visitatori aggiungono i propri pin. Le fotografie di Giancarlo Surez colgono gli squarci di sole nell’ora piatta del mezzogiorno e i vuoti urbani; la sonorizzazione, con la voce di Zita Fusco e le testimonianze raccolte, fa ascoltare la città che si ritira; una parete restituisce i numeri dell’estate, con un piccolo glossario del caldo urbano.
È un lavoro in cui la pittura non commenta il dato, ma gli sta accanto: la città contata dai cittadini da una parte, la città ricordata dalle immagini dall’altra. Il progetto, bilingue italiano-sloveno, chiude così il suo percorso iniziato a giugno, e lo fa mettendo in dialogo un linguaggio d’artista, una raccolta di memorie e i numeri di un’estate tra le più dure di sempre.
Sabato 10 ottobre, in occasione della Giornata del Contemporaneo, la mostra si apre a un incontro con l’artista e a una breve visita guidata. Barbara Stefani incontrerà il pubblico davanti ai suoi tondi, per parlare del metodo e delle scelte che li hanno fatti; la visita accompagnerà poi tra pittura, fotografia, suono e mappa, in un percorso pensato per chi arriva dall’arte e per chi arriva dalla città.
La lunga estate del ’26 è inserita nel programma di Barcolana Cultura.