A 800 anni dalla morte di Francesco d’Assisi, in un tempo di guerre, minacce nucleari e derive autoritarie, molti si riempiono la bocca del suo lascito. Ma “frate sole”, “sora luna”, “frate ventu” e “sora nostra matre terra” non sono liturgie da citare: sono un patto di fratellanza universale oggi calpestato. La religione ridotta a ideologia opprime e capovolge le parole di Francesco; da artista, resto schifato, non meravigliato.
Per questo, nell’anno del 40ennale della mia prima personale, aderisco ad AMACI, aprendo gratuitamente il mio studio durante l’ “Ottobrata Monticiana”, la festa d’autunno del rione più antico di Roma: vicoli e viuzze che trasudano storia, botteghe storiche e una comunità che si ritrova per celebrare insieme l’arrivo della stagione.
Da oltre 40 anni porto avanti un percorso fuori dalle mode e dal commercio, difendendo pace, diritti umani, diversità e integrazione contro una società patriarcale che sacrifica i più per gli interessi di pochi.
Il 10 ottobre, con una esposizione e performance poetiche, trasformo lo spazio in un atto di resistenza creativa. Perché finché le creature cantano insiemealla natura, la distruzione non avrà l’ultima parola.