b0lowart contemporary space, nuovo spazio per il contemporaneo nel cuore del quartiere Aurelio a Roma, inaugura la stagione espositiva con la mostra personale di Emanuela Mastria, Scarlet, a cura di Roberta Melasecca.
Su un’unica parete dello spazio espositivo, l’artista realizza un’installazione costituita da una miriade di petali scarlatti in porcellana, circa 200, dando così inizio ad una serie di riflessioni che accompagneranno il progetto fino al 17 gennaio 2027 e proseguiranno con le esposizioni successive.
Infatti blowart vuole proporre oltre a dei momenti di esposizione anche dei meccanismi di dialogo e confronto su quelle tematiche che ora risultano particolarmente urgenti e inevitabili. L’installazione di Emanuela Mastria, attraverso la definizione iniziale di due parole, gentilezza e resistenza, vuole innescare una staffetta di parole per approfondire il sistema che lega noi e l’ecosistema di cui siamo parte, le modalità di modificazione degli habitat e delle comunità e le relazioni che si instaurano in essi.
«Emanuela Mastria lavora la porcellana, di solito bianca. Per Scarlet la porcellana è rossa, scarlatta, e il colore è dentro l’impasto stesso.
Scarlet è il colore, è il il primo colore che i neonati riconoscono quando aprono gli occhi sul mondo. È essenza e vita, è soffio primigenio.
Scarlet è un nome di donna e rosso è il colore delle scarpe rosse, delle panchine rosse, il colore delle fragole rosse sul fazzoletto dedicato a Desdemona, appartenente al progetto “Il fazzoletto di Desdemona”, nel quale ognuno dei 100 fazzoletti in porcellana bianca è dedicato da Emanuela Mastria ad una donna, vittima di femminicidio, le cui iniziali sono scritte in rosso.
Rosso è il rosso delle rose rosse che inneggiano a “Vogliamo il pane e anche le rose”.
Rosso è materia che prende forma dalle mani e dal pensiero.
Scarlet è l’installazione di Emanuela Mastria sulla parete bianca di blowart: con il rosso l’artista plasma 200 petali e li dissemina, sfiorando un solo punto alla volta, con gesto intrinsecamente consapevole. L’arte, come la poesia, possiede un vantaggio: non media su niente proprio per la sua essenza specifica, per quel suo essere necessariamente e deliberatamente indeterminata. Per questo l’arte si permette di dire e noi ci permettiamo di comprendere e con essa abbiamo l’occasione di confrontarci, di discutere e non solo di guardare.
Scarlet possiede una struttura indefinita, delineando così una nuova grammatica umana, urbana e sociale; Scarlet genera un luogo indipendente e lascia spazio, a noi, alle nostre parole, alle nostre riflessioni. A voi, dunque, la parola.»
Per la Giornata del Contemporaneo la mostra sarà aperta dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19.