La Fondazione Ermanno Casoli ETS ed EMC FIME hanno il piacere di invitarvi sabato 10 ottobre 2026, alle ore 11.00, presso l’azienda EMC FIME di Castelfidardo (AN), all’inaugurazione di Avere fame di vento, l’opera d’arte site-specific realizzata da Arianna Pace insieme a 32 persone dell’azienda, in occasione della XXIV edizione del Premio Ermanno Casoli, a cura di Marcello Smarrelli.
Avere fame di vento si configura come un ponte tra azienda e territorio, tra industria e artigianato, a partire da un elemento comune e profondamente identitario: l’aria. L’aria è alla base del funzionamento dei motori prodotti da EMC FIME e in generale del Gruppo Elica, e si lega anche con il territorio di Castelfidardo, famoso nel mondo per la produzione delle fisarmoniche, strumenti musicali che trasformano l’aria in suono.
La realizzazione dell’opera è stata preceduta da un articolato percorso partecipativo che ha coinvolto 32 persone di EMC FIME, appartenenti a diversi profili professionali, senza distinzione di ruolo o funzione. I workshop hanno alternato momenti teorici e pratici, a partire da una conversazione tra Arianna Pace e Marcello Smarrelli dedicata alla ricerca e alla pratica dell’artista. Il riferimento all’archeologia diventa qui metodo di indagine: come uno scavo stratificato porta alla luce testimonianze sepolte, così il lavoro dell’artista cerca di far emergere memorie, percezioni e relazioni normalmente invisibili.
Guidati dall’artista, i partecipanti sono stati invitati a riflettere sul concetto di paesaggio e a immedesimarsi negli elementi impalpabili dell’aria e del vento. Attraverso la manipolazione dell’argilla hanno cercato di dare forma alla domanda: “Qual è il tuo essere vento?”
Con il supporto del sound designer Lorenzo Mandolesi, il respiro dei partecipanti è stato successivamente registrato all’interno di una camera semi-anecoica, utilizzata quotidianamente dall’azienda per testare i propri prodotti. L’artista e il sound designer hanno inoltre campionato i suoni prodotti dai macchinari durante la produzione, interpretando l’azienda come un paesaggio sonoro, fatto di toni, ritmi e sfumature.