In occasione della Ventiduesima Giornata del Contemporaneo, Rossocinabro presenta, nella duplice e simultanea cornice di Firenze e Roma, la mostra Superfici di Sovrapposizione. L’iniziativa si inserisce al centro del dibattito artistico attuale proponendo una riflessione aperta ma rigorosa sul concetto di “geografia”: un’idea che supera la semplice rappresentazione topografica dei luoghi per trasformarsi in uno spazio dinamico di incontro, in cui materia, percezione visiva e stratificazione della memoria convergono.
Il titolo stesso, Superfici di Sovrapposizione, orienta lo sguardo verso la natura del supporto artistico. La tela o la carta fotografica smettono di essere meri ricettacoli passivi e si trasformano in veri e propri terreni di negoziazione e confronto. La superficie diventa così una soglia in cui la realtà oggettiva si intreccia con la rielaborazione interiore. Ogni opera lavora come un palinsesto temporale: le immagini e le tracce non si annullano a vicenda, ma si accumulano per strati, trasformando il gesto pittorico e lo scatto fotografico in livelli conoscitivi che lo spettatore è chiamato a ricomporre con il proprio sguardo.
Il cuore concettuale dell’esposizione risiede nel cortocircuito mediale tra il linguaggio della fotografia e la prassi della pittura. Lontani dall’essere considerati codici antitetici o autonomi, l’obiettivo e il pennello si affiancano in un processo di mutua integrazione. Alla fotografia è affidato il compito dell’ancoraggio alla realtà, la pittura, dal canto suo, interviene per riaffiorare e destrutturare quella stessa immagine. Il pennello non nega la fotografia, ma ne dilata il tempo di fruizione, trasformando l’istante congelato dallo scatto in una durata interiore.
Attraverso questo continuo scambio tra i media, la mostra traccia una mappa composita del nostro presente. I percorsi espositivi spaziano dal paesaggio figurativo all’astrazione pura, dal ritratto intimo alla ricerca sulle forme stabili e caduche. Il territorio perde così la sua funzione puramente descrittiva per farsi proiezione dello stato d’animo o pura struttura geometrica, mentre la figura umana diventa il punto di fusione tra identità individuale e memoria collettiva.
Dislocata contemporaneamente tra Roma e Firenze, Superfici di Sovrapposizione si configura infine come un dispositivo visivo capace di ridefinire la nostra percezione del reale. Procedendo fianco a fianco, l’obiettivo fotografico e il pennello non cercano di illustrare semplicemente il mondo, ma tracciano nuove coordinate dello sguardo, rivelando la trama profonda, complessa e stratificata del nostro vissuto.
A cura di Cristina Madini
Opere di: Harry Bauer, Giorgio Binda, Nándor Bozsóki, Fabrizio “Bicio” Cadoppi, Martine Cecchetto, Victor Collardenas, Jaime Cuadrench, Stefano Giannone, Ashley Gray, ZaZa Herzet, Christian Kleiman, Rebeccah Klodt, Miickey Madu, Kazue Maeda, Barbara Marcinkowska, Nicole Martinelli, James Nisbet, Tarja Pajuniemi, Josefina Temin
Superfici di Sovrapposizione
Tracciare nuove coordinate dello sguardo, rivelando la trama profonda, complessa e stratificata del nostro vissuto.
Evento
Quando
10/10/2026
15:00 - 20:00
Dove
Via Ghibellina 107r -109r - 111r
Firenze
(FI)
Ingresso
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