Emotion Code è la prima mostra personale in Italia dell’artista sudcoreana Yuni Lee, curata da Angelo Moretti nell’ambito di Koinè – Festival dei linguaggi contemporanei.
Il curatore accompagnerà i visitatori alla scoperta della poetica dell’artista che vede la città come un essere organico, in continua trasformazione, plasmato dall’accumularsi di memoria, emozione, tempo e relazioni.
Nelle mappe affettive di Yuni Lee, lo spazio urbano cessa di essere una mera griglia geometrica per rivelarsi come un organismo vivente e pulsante, plasmato dall’accumularsi di flussi emotivi. Nelle sue opere, questa complessa stratificazione prende forma attraverso un preciso codice visivo: sullo sfondo si estende una trama disegnata, un reticolato lineare che visualizza strade, percorsi, traiettorie reali. Su questo reticolo si innestano, si sovrappongono e si accumulano una serie di cellule colorate, ciascuna intesa come l’unità minima che custodisce la memoria e l’emozione di un singolo individuo.
“Questa sovrapposizione tra lo scheletro disegnato e l’innesto delle cellule vibranti – afferma Angelo Moretti – assomiglia a quella del tappeto orientale, dove l’ordito rappresenta la struttura reticolare e la trama la decorazione che veicola il colore e l’emozione. Come per Italo Calvino, l’artista che più le assomiglia, per Yuni Lee la città non si esaurisce mai nella sua sola dimensione fisica e architettonica, ma esiste in quanto accumulo invisibile di relazioni, tempo ed emozioni umane. Così come le Città invisibili dello scrittore italiano non sono fatte di cemento, mattoni o pietre, ma di desideri e memorie, la pittura di Yuni Lee rinuncia alla rappresentazione letterale dello spazio geografico per decodificarne la struttura intima”.
Artista visiva coreana con base a Seul, Yuni Lee si è formata in Pittura alla Hongik University (Seul) e in Fine Arts alla Sangmyung University (Seul). Nel progetto Emotion Code, traduce in colore, linee, densità e ritmo le emozioni raccolte nei luoghi a lei più cari. La sua ricerca, incentrata sulla pittura, si estende al video, all’installazione e ai media digitali. Le sue opere esplorano il modo in cui le emozioni individuali trasformano la città e, al tempo stesso, ne vengono trasformate.
“Sulla superficie delle opere – dice Yuni Lee – sovrappongo ripetutamente materiali come acrilico, gel stone, legante e pastelli a cera. La texture e il rilievo tattile che si formano dall’accumulo di materia, insieme agli strati di colore trasparente e opaco, rivelano la densità del tempo e dell’emozione accumulati nella città”.
L’artista ha esposto in varie personali in Corea e collettive in Asia, Europa e USA.