Può un Taccuino essere custode di scrittura e memoria ma, allo stesso tempo, farsi esempio di sottrazione anziché di accumulo?
Un’installazione site-specific scompone il taccuino trasformandolo in un paradosso: da un lato raccoglie, accumula, custodisce e fissa la memoria — digitale o fisica che sia; dall’altro sottrae, lasciando emergere pensieri sparsi e una riflessione su ciò che è davvero essenziale.
Un archivio del passato, ma anche di qualcosa che ancora non è successo.
Scritti effimeri riemersi dal mondo digitale vengono accompagnati da micro-immagini, frammenti e ricordi per costruire un viaggio attraverso coordinate geografiche ed emotive, riflettendo sull’arte, sul processo di creazione e sulla sua comunicazione.Un Taccuino può essere custode di scrittura e memoria, ma – allo stesso tempo – parlare di sottrazione ed essere un archivio di qualcosa che ancora non è success?
Un’installazione site-specific scompone taccuino trasformandolo in un paradosso: da un lato raccoglie, accumula, custodisce e fissa la memoria (digitale o fisica che sia); dall’altro sottrae, lasciando emergere pensieri sparsi, e una riflessione sull’essenziale.
Appunti vari scritti nell’effimero mondo del digitale diventano così immagini stampate che mostrano frammenti e ricordi, istantanee di momenti e micro luoghi, coordinate geografiche ed emotive per riflettere sull’arte, sul processo di creazione e sulla sua comunicazione.