Un paese grande come un intero continente, dove centinaia di popoli si mescolano, convivono, si scontrano, parlando un numero incredibile di lingue diverse, adorando migliaia di divinità; proveniente da epoche abissali e proiettato in un futuro che in alcuni luoghi della tecnologia, dell’economia, dei costumi è già presente.
Lì i concetti stessi di spazio e di tempo sono per un visitatore avvertito e senza pregiudizi, misurabili in termini relativi assai diversi da quelli del vincente ma decadente Occidente. Spazio e tempo si restringono nei pochi metri di una strada di una metropoli o si espandono nel cortile di un tempio o di una antica fortezza.
La durata di un viaggio, pur lungo, nella parte settentrionale dell’India e nel Nepal, non consente evidentemente nemmeno di avere una pallida conoscenza di questi paesi di antichissima civiltà e di sterminata estensione, eppure la forza stessa del territorio e della natura, la potenza della vita che vi si svolge, la suggestione dei modi, del moto, dei gesti, riescono a manifestare e trasmettere una dimensione palpitante e densa, una condizione umana e sociale assolutamente uniche.
Il progetto fotografico, che poi si è esteso ad altri paesi: Armenia, Giorgia, Romania, Siria , ha inteso dedicare la ricerca alle complesse e innumerevoli relazioni tra gli individui di questo immenso mondo, e in particolare, ma non solo, alla relazione di base e fondativa della civiltà umana: la famiglia.
In essa le figure di riferimento variano e possono risultare, profonde e primordiali come quella femminile/materna, potente e dominante, come quella del padre o del capo, sfumate e variabili come quelle della fratellanza e della sorellanza. Ecco dunque, la Madre India, ampia, sicura nella sua indolente certezza, il Padre Dio e Domino, non ancora sfiorato dal dubbio del suo ruolo sociale, i figli e poi con declinazioni significative e importanti, nonni, zii, cugini, antenati.
Le fotografie, tutte realizzate senza preparazione, posa, scelta di luci e tempi, offrono un reportage sicuramente parziale e personale ma proprio per questo genuino e aperto alle circostanze, al caso, all’irripetibile istante. (Domenico Amoroso)
INNOCENZO CARBONE: MADRE INDIA
geografia di relazioni per immagini
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