Citerna guarda Monterchi. E tra i due borghi della Valtiberina si tende un filo invisibile, lungo sei secoli, fatto di arte, di luce e di grazia. Da un lato Donatello, con la sua Madonna di Citerna in terracotta. Dall’altro Piero della Francesca, con la Madonna del Parto: la più misteriosa, la più moderna delle Madonne rinascimentali, universalmente riconosciuta fra i capolavori dell’arte di ogni tempo. Ora, tra queste due presenze straordinarie, il Piccolomuseo colloca e propone Edi Brancolini, artista di Carpi, maestro riconosciuto a livello internazionale. La sua Madonna non compete, non imita, non profana: dialoga con rispetto e coraggio, attraverso il linguaggio universale della bellezza. Brancolini riprende quel filo invisibile che unisce Citerna e Monterchi e lo intreccia al nostro tempo proponendo una figura che nasce dal presente ma che porta con sé l’eco di un’eredità di secoli.
Nel nuovo spazio museale del Piccolomuseo di Fighille, dentro Palazzo Prosperi- Vitelli, tra le mura che conservano il magnifico Camino degli Innamorati del Cinquecento, la sua Madonna e altre sue opere trovano il luogo naturale in cui il passato e il presente si riconoscono come parte di una storia comune. Tre Madonne — Donatello, Piero, Brancolini — due epoche e una sola idea: che la bellezza continua, si trasforma, ma resta intatta e, soprattutto, non teme la modernità.