Dal 2005 a oggi la Giornata del Contemporaneo si è conquistata un’attenzione particolare da parte del grande pubblico e degli addetti ai lavori per l’importante ruolo che ha saputo svolgere per la promozione della cultura contemporanea. L’incremento in termini di aderenti (dai circa 200 del 2005 agli 850 del 2013, passando per i 1050 del 2010) e di partecipazione (dai 95.000 visitatori della prima edizione ai circa 250.000 delle ultime) alle Giornate del Contemporaneo degli scorsi anni ha dimostrato con chiarezza la sempre maggiore attenzione che le realtà del contemporaneo prestano ad AMACI e alle sue iniziative: in dieci anni la Giornata del Contemporaneo ha permesso infatti di concretizzare una mappa dell’arte di oggi che ha coinvolto non soltanto le grandi città ma anche i centri più piccoli, da sempre molto attivi, dove i musei hanno assunto il ruolo di poli culturali con la missione di presentare e valorizzare l’attività degli artisti contemporanei.
Per festeggiare un anniversario così importante, i direttori dei 26 musei associati hanno chiamato Adrian Paci a realizzare l’immagine guida di questa edizione, proseguendo il progetto avviato nel 2006 di affidare a un artista italiano di fama internazionale la creazione dell’immagine guida della manifestazione. Dopo Michelangelo Pistoletto (2006), Maurizio Cattelan (2007), Paola Pivi (2008), Luigi Ontani (2009), Stefano Arienti (2010), Giulio Paolini (2011), Francesco Vezzoli (2012) e Marzia Migliora (2013), per il 2014 la scelta unanime è ricaduta su Paci, artista albanese di nascita e italiano di adozione, a testimoniare che l’arte trascende confini e nazionalità e con il suo linguaggio può contribuire al percorso di crescita e maturazione di ogni società civile.
E proprio il tema del viaggio e del distacco sono alla base di Greeters, l’immagine scelta da Adrian Paci come simbolo della Decima Giornata del Contemporaneo: due ragazzi ci salutano, in un gesto congelato dal fermo-immagine che trasforma la narrazione video in immagine fissa. Sono solo ipotesi, quelle che possiamo fare per rispondere agli interrogativi che ci vengono posti dalla simbolica semplicità delle due figure. Sono interrogativi che non riguardano solo i due personaggi della foto – pretesto narrativo preso dalla cronaca che
permette a Paci di affrontare le tematiche a lui care della debolezza, dell’insicurezza, della perdita e dell’abbandono – ma che riguardano piuttosto le relazioni umane in senso universale. Tolti dal contesto, infatti, i due giovani non raccontano più nulla di se stessi, ma portano l’osservatore, impegnato nello sforzo di rispondere, a viverli come familiari, vicini, in una visione empatica che li unisce in un unico abbraccio. Le due figure, rese astratte dalla semplice ma potente operazione dell’artista che li strappa al loro contesto mostrano qualcosa di forte e allo stesso tempo di vulnerabile, con i loro volti apparentemente sereni, i loro gesti confidenziali, il loro sguardo che incrocia il nostro sostenendolo. Il ritmo delle loro braccia e la centralità frontale della scena comunicano stabilità, la loro nudità e la bassa definizione dell’immagine rendono il tutto sfuggente e fragile. L’immagine diventa allora l’evocazione di un dialogo profondo e intimo tra i soggetti della foto e lo spettatore, raccontando così non più un fatto di cronaca ma uno scorcio indefinito della nostra comune condizione umana.
La scelta – spiega Adrian Paci – è stata quella di accostare due realtà che sembrano lontane, antitetiche. I due giovani della foto non c’entrano nulla con il cosiddetto “mondo dell’arte”. Nessun collegamento sembra riuscire a mettere insieme il vissuto che emerge da questa immagine e la realtà sofisticata e a volte cinica del mondo dell’arte. E qui sta il significato più profondo e il contributo che questa immagine cerca di portare: la semplicità e il carico di mondo che essa porta con sé si incontrano e si scontrano con il mondo dell’arte. “Quelli che stanno fuori” semplicemente salutano “quelli che stanno dentro” innescando una comunicazione carica di umanità.
ADRIAN PACI
Nato nel 1969 a Shkoder, Albania, Adrian Paci si laurea alla Academy of Art of Tirana e si trasferisce a Milano nel 1997, dove lavora e vive tuttora.
Utilizza mezzi espressivi quali il video, l’installazione, la pittura e la fotografia, per riflettere, sul tema della dislocazione e sulla condizione esistenziale che ne deriva: la perdita e la riscoperta delle proprie origini.
Durante il corso della sua carriera artistica, Paci ha tenuto mostre personali in numerose istituzioni internazionali tra cui: Trondheim Kunstmuseum, Norvegia (2014); Röda Sten Konsthall di Goteborg (2014); MAC, Musée d’Art Contemporain de Montréal (2014); Jeu de Paume, Parigi (2013); National Gallery of Kosovo, Prishtina (2012); Kunsthaus Zurich, Zurigo(2010); Bloomberg Space, Londra (2010); CCA a Tel Aviv (2009); Museum am Ostwall, Dortmund (2007); P.S.1 a New York e Contemporary Arts Museum, Houston (2005).
Ha partecipato inoltre alla Biennale di Venezia nel 1999 e nel 2005 (rispettivamente 48a e 51a edizione), alla Biennale di Sydney nel 2006 (15a edizione), alla Quadriennale di Roma (15a edizione) nel 2008, dove vince il primo premio, alla Biennale di Lione nel 2009 e alla Biennale di Thessaloniki (4a edizione) nel 2013. Si segnala inoltre la sua partecipazione alla 14a Mostra Internazionale di Architettura e alla 56a edizione della Biennale di Venezia nel 2015.
Manifestazione promossa da
AMACI – Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani
Con il sostegno del
Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo – Direzione Generale per il paesaggio, le belle arti, l’architettura e l’arte contemporanee
Con l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica
Con il patrocinio di
Rappresentanza in Italia della Commissione europea
Senato della Repubblica
Camera dei Deputati
Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo
Ministero degli Affari Esteri
Conferenza delle Regioni e delle Province autonome
Unione Province d’Italia
Associazione Nazionale dei Comuni Italiani
ICOM Italia
Partner Ufficiale
Gondrand
Partner Tecnologico
Telecom Italia
Partner Amico
Regione Toscana