La storia delle pratiche performative coincide con momenti fondamentali dell’evoluzione della cultura e dall’arte. Con radici che affondano nelle più antiche civiltà, molteplici forme di performatività hanno attraversato il Novecento, dando spazio a nuove forme espressive capaci di oltrepassare categorie codificate. Dagli anni sessanta al presente, la performance emerge come genere artistico, rappresentando una delle punte più avanzate della ricerca contemporanea e contribuendo a ridefinire il concetto stesso di opera d’arte, il ruolo dell’artista e quello del pubblico.
Malgrado il significato cruciale della performance sia riconosciuto nell’ambito della storia dell’arte contemporanea, e che molteplici pratiche performative facciano da tempo parte della programmazione di molti musei, la sua presenza nelle collezioni e negli archivi museali continua a porre delle sfide. L’emergenza pandemica ha inoltre compromesso l’attuabilità di molteplici pratiche artistiche “dal vivo” incentrate sul corpo, identificando situazioni di rischio proprio nella compresenza dei corpi.
Riflettendo sulla relazione tra la performance e le politiche museali, AMACI ha promosso, con il sostegno della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura cogli l’attimo, carpe diem, seize the day, una giornata di studi curata da Marcella Beccaria, Vice Presidente AMACI e Capo Curatore e Curatore delle Collezioni del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea. La giornata ha approfondito le principali problematiche relative ai modi in cui questa forma d’arte può essere definita, documentata, collezionata, conservata, valorizzata, insegnata e trasmessa nell’ambito delle collezioni e degli archivi museali, anche attraverso le possibilità offerte dal digitale e dalle nuove forme di catalogazione.
La giornata ha lasciato la parola alle artiste e agli artisti e alle loro pratiche, a partire da quelle che coinvolgono i corpi, chiedendo loro, in primis, cosa resta di questi lavori effimeri, come è possibile trasmettere queste pratiche e – considerando l’esperienza di molti di loro nell’insegnamento nelle Accademie e nelle Università – come insegnare questa forma d’arte.
Hanno partecipato: Dora Aceto, Nico Angiuli, Francesco Arena, Chiara Bersani, Rossella Biscotti, Silvia Calderoni, Ilenia Caleo, Lara Conte, Raffaella Cortese, Duccio Dogheria, Eva Frapiccini, Francesca Gallo, Francesca Grilli, Adelita Husni-Bey, Marcello Maloberti, Marzia Migliora, Paolo Naldini, Franco Noero, Cesare Pietroiusti, Michelangelo Pistoletto, Andrea Pizzi, Virgilio Sieni, Andrea Viliani, Uliana Pierina Zanetti e Italo Zuffi, in dialogo con: Lorenzo Balbi, Direttore del MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna; Marcella Beccaria, Vice Presidente AMACI e Capo Curatore e Curatore delle Collezioni del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea; Denis Isaia, Curatore delle collezioni del Mart – Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto; Luca Lo Pinto, Direttore artistico del MACRO – Museo d’arte contemporanea di Roma; Bartolomeo Pietromarchi, Direttore MAXXI Arte – MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo; Caterina Riva, Direttrice artistica del MACTE Museo di Arte Contemporanea di Termoli; Emma Zanella, Direttrice del Museo MA*GA – Fondazione Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea ‘Silvio Zanella’.
La partecipazione del pubblico è stata numerosa, con oltre 400 accessi unici da 14 Paesi diversi, per una durata totale di 495 minuti di lecture. Per chi non fosse riuscito a partecipare, tutti gli interventi integrali sono disponibili sul canale YouTube AMACI e della Direzione Generale Creatività Contemporanea, disponibile al fondo di questa pagina.
